Sicurezza stradaleSicurezza stradale

Guidare è un’azione quotidiana, ripetuta spesso in modo automatico, ma non per questo priva di conseguenze. Ogni volta che ci si mette al volante si assume una responsabilità enorme: quella di proteggere la propria vita e quella degli altri. Attraversare una città o percorrere una strada extraurbana richiede attenzione costante, lucidità e rispetto delle regole.

Nei contesti urbani lo spazio è condiviso con pedoni e ciclisti, utenti fragili che non hanno carrozzerie né airbag a proteggerli. Fuori dai centri abitati, invece, la maggiore velocità amplifica ogni errore: basta un attimo di distrazione perché una leggerezza si trasformi in una tragedia irreversibile.

Strade sempre più pericolose

Oggi il pericolo sulle strade è percepibile e continuo. Cresce il numero di comportamenti inspiegabili e pericolosi: auto che invadono la corsia opposta per poi rientrare all’ultimo secondo, conducenti distratti che sembrano non rendersi conto del rischio che creano, precedenze ignorate agli incroci, stop attraversati a velocità sostenuta come se non esistessero.

Non mancano situazioni al limite dell’assurdo, come veicoli che percorrono le rotatorie contromano, segno non di disattenzione momentanea ma di una totale mancanza di consapevolezza delle regole basilari della circolazione.

Guida come un videogioco

Sempre più spesso le strade sembrano trasformarsi in piste virtuali. Giovani che sorpassano azzardando manovre pericolose, accelerazioni improvvise, sfide implicite come se si fosse davanti a una console e non alla vita reale. Altri conducenti, all’opposto, guidano come se si trovassero nel cortile di casa: svolte improvvise senza indicatori di direzione, andature incerte, oscillazioni continue da una corsia all’altra.

Tutti comportamenti che aumentano il rischio e rendono imprevedibile la circolazione, costringendo chi guida con attenzione a continui interventi di emergenza.

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L’assenza dei controlli

Un altro elemento che contribuisce al degrado della sicurezza stradale è la percezione – sempre più diffusa – della mancanza di controlli. Un tempo i posti di blocco erano frequenti: controlli su documenti, stato del veicolo, rispetto delle norme. Oggi, invece, è raro imbattersi in verifiche sistematiche.

Le Forze dell’Ordine appaiono spesso impegnate in altri compiti, mentre il controllo del territorio e della circolazione passa in secondo piano. Questo genera un messaggio pericoloso: l’idea che tutto sia concesso e che le regole possano essere ignorate senza conseguenze.

I morti sulle strade non sono numeri

Ogni incidente mortale non è una statistica, ma una vita spezzata, una famiglia distrutta, un vuoto che non si colma. Parlare di sicurezza stradale significa parlare di rispetto, di civiltà, di responsabilità collettiva.

Rallentare, mantenere le distanze, rispettare una precedenza, usare l’indicatore di direzione non sono formalità: sono scelte concrete che salvano vite. Prevedere l’errore altrui non è debolezza, ma maturità.

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Un problema che va affrontato

La sicurezza stradale non può essere demandata solo alla coscienza individuale. Servono più controlli, prevenzione, educazione stradale e una presenza costante sul territorio. Chi ha responsabilità in questo ambito deve affrontare il problema con decisione, prima che la cronaca continui a riempirsi di nomi e tragedie evitabili.

Guidare con cautela significa scegliere ogni giorno da che parte stare: dalla parte della vita. La nostra e quella degli altri.

Di Giuseppe Cianci

Ciao, sono Giuseppe Cianci, fotografo, scrittore e… webmaster, sono nato nel 1958 ad Avola. Da sempre amo esplorare e raccontare il mondo che mi circonda...