La città di Salemi nella Valle del BeliceLa città di Salemi nella Valle del Belice

Salemi, in provincia di Trapani, è una città che occupa un posto speciale nella storia d’Italia. Fu proprio su questa rocca, il 13 maggio 1860, che Giuseppe Garibaldi innalzò la prima bandiera tricolore, lanciando un appello alla libertà della Sicilia nel nome dell’Unità d’Italia e di Vittorio Emanuele II. Un gesto simbolico che fece di Salemi la prima capitale d’Italia, seppur per un solo giorno, segnando l’inizio del processo di unificazione nazionale.

Negli anni più recenti, la città è tornata al centro dell’attenzione culturale anche per la sua vocazione artistica e per l’esperienza amministrativa che l’ha vista guidata da Vittorio Sgarbi, contribuendo a consolidare l’immagine di “Salemi città dell’Arte”.

Salemi, il centro storico
Centro storico di Salemi

Origine del nome: tra storia, leggenda e dominazione araba

L’etimologia del nome Salemi è avvolta dal fascino della stratificazione storica. Secondo alcune interpretazioni, deriverebbe da Saleiman, figlio del comandante arabo che conquistò la città nell’827. Altri studiosi lo collegano invece ai termini arabi “Salem” (pace) o “Salam”, intesa come città salubre.

Non manca un’ipotesi alternativa che rimanda alle acque salmastre del fiume Salso, che attraversa il territorio, suggerendo un’origine legata al sale. Tutte queste teorie raccontano una città che, sin dall’antichità, è stata crocevia di popoli e culture.

Salemi erede dell’antica Halyciae

Recenti studi archeologici, supportati da importanti campagne di scavo, indicano Salemi come l’erede dell’antica Halyciae, città fondata dagli Elimi, popolazione stanziata nella Sicilia occidentale già nel primo millennio a.C.

Le tracce di questa lunga storia sono visibili nei siti archeologici di Mokarta e Monte Polizo, testimonianze preziose di un passato che attraversa epoche pre-greche, arabe e medievali, confermando il ruolo centrale di Salemi nel Mediterraneo antico.

Il Castello di Salemi, l'ingresso per le visite
Visita al Castello di Salemi

Il centro storico tra vigne, uliveti e pietra dorata

Il centro storico di Salemi sorge su una collina, circondato dalle vigne e dagli uliveti della Valle del Mazzaro, e si sviluppa attorno all’imponente castello normanno-svevo. Sebbene duramente colpito dal terremoto del 1968, il borgo conserva ancora oggi un patrimonio architettonico di grande valore.

Si contano circa 28 chiese e numerosi palazzi nobiliari, costruiti con la tipica pietra arenaria calcarea dalla tonalità calda e dorata, conosciuta come campanedda, alla quale è dedicato anche un piccolo museo cittadino.

Il Castello di Salemi con la sua torre

Il Castello di Salemi, una delle fortezze meglio conservate della Sicilia

Il Castello di Salemi è tra i meglio conservati dell’isola. La sua costruzione ebbe inizio nel 1225 per volontà di Federico II di Svevia. Delle quattro torri angolari originarie, tre sono ancora visibili, nonostante le modifiche, i rimaneggiamenti e le sopraelevazioni subite nel corso dei secoli.

Dalla sua posizione dominante, il castello racconta secoli di storia militare, politica e civile, rappresentando uno dei simboli più riconoscibili della città.

Il Castello di Salemi

Cosa vedere a Salemi

Piazza Alicia e l’ex Chiesa Madre

La sorte più dura è toccata alla Chiesa Madre, edificata nel 1615 nella parte più alta della città. Costruita probabilmente sul sito di un antico tempio dedicato a Venere e successivamente di una moschea araba, la chiesa crollò quasi interamente durante il sisma del 1968, lasciando intatto solo l’abside.

Negli anni ’90, l’area è stata oggetto di un ambizioso progetto di riqualificazione firmato dall’architetto portoghese Álvaro Siza, insieme a Roberto Collovà. Il risultato è Piazza Alicia, oggi considerata uno dei 60 migliori esempi di riqualificazione urbanistica al mondo.

Il Teatrino del Carmine e il quartiere della Giudecca

Di grande interesse è il Teatrino del Carmine, progettato dagli architetti Francesco Venezia, Roberto Collovà e Marcella Aprile, situato nell’antico quartiere della Giudecca, uno dei luoghi più suggestivi e identitari della città.

Chiese e patrimonio artistico

Tra gli edifici religiosi spicca la Chiesa del Collegio dei Gesuiti, risalente al Seicento, con una monumentale facciata barocca progettata dal gesuita Vincenzo Cascio, ispirata alla Chiesa del Gesù di Roma. Di notevole impatto il portone centrale, affiancato da doppie colonne tortili in pietra.

Nella Chiesa del Crocifisso è custodito un prezioso Crocifisso ligneo di Fra Umile da Petralia, uno dei capolavori della scultura sacra siciliana.

Musei e luoghi della memoria risorgimentale

Completano l’offerta culturale il Museo Civico, il Museo del Pane, le chiese di San Giovanni, San Francesco, San Clemente, e il complesso di Sant’Agostino con il suo chiostro.

Di forte valore simbolico è il Municipio di Salemi: qui, il 14 maggio 1860, nella Sala Consiliare, Garibaldi assunse la Dittatura in nome di Vittorio Emanuele II, dando il primo impulso concreto all’Unificazione italiana.

Salemi, memoria viva della Sicilia

Salemi non è soltanto un luogo da visitare, ma una città da comprendere. È storia, arte, identità e memoria collettiva. Un centro che, tra rovine e rinascite, continua a raccontare il ruolo centrale della Sicilia nel destino dell’Italia.

Di Giuseppe Cianci

Ciao, sono Giuseppe Cianci, fotografo, scrittore e… webmaster, sono nato nel 1958 ad Avola. Da sempre amo esplorare e raccontare il mondo che mi circonda...