Immagina un luogo dove la pietra lavica scura incontra il verde rigoglioso dei parchi naturali, un crocevia di culture che ha mantenuto intatto il suo fascino nei secoli. Randazzo non è solo un paese alle pendici dell’Etna, è un vero e proprio museo a cielo aperto.
Conosciuta come la “città nera” per via dell’uso massiccio del basalto lavico nella sua architettura, Randazzo offre un’esperienza di viaggio unica in Sicilia. Situata strategicamente tra il Parco dell’Etna, il Parco dei Nebrodi e il Parco Fluviale dell’Alcantara, questa cittadina è la meta ideale per chi cerca storia, natura e enogastronomia d’eccellenza.
In questo articolo esploreremo cosa vedere, cosa fare e perché questo borgo medievale merita assolutamente una visita.
La storia di Randazzo: l’incontro di tre culture
La particolarità urbanistica di Randazzo risiede nella sua storia medievale. Anticamente, la città era suddivisa in tre quartieri distinti, ognuno abitato da un gruppo etnico diverso che parlava la propria lingua:
- Il quartiere greco (attorno alla chiesa di San Nicola).
- Il quartiere latino (attorno alla basilica di Santa Maria).
- Il quartiere lombardo (attorno alla chiesa di San Martino).
Questa fusione culturale ha lasciato tracce indelebili nell’architettura e nelle tradizioni locali, rendendo una passeggiata per le vie del centro un viaggio nel tempo.
Cosa vedere a Randazzo: i monumenti imperdibili
Il centro storico è un dedalo di viuzze lastricate in pietra lavica, archi suggestivi e palazzi nobiliari. Ecco le tappe fondamentali per il tuo itinerario.

1. La basilica di Santa Maria Assunta
È il monumento più iconico della città. Costruita interamente in blocchi di pietra lavica nera, la basilica presenta un contrasto cromatico affascinante con le pietre bianche che decorano il campanile e le finestre. L’architettura gotico-sveva le conferisce un aspetto austero e maestoso, unico nel suo genere in Sicilia.
2. La chiesa di San Martino
Situata nel quartiere lombardo, questa chiesa vanta uno dei campanili più belli dell’isola, risalente al trecento. Sebbene la facciata sia stata rimaneggiata nel corso dei secoli, conserva opere d’arte di grande pregio al suo interno.
3. Il castello svevo e il museo archeologico
Un tempo prigione e fortezza, il castello svevo è una massiccia torre che domina l’abitato. Oggi ospita il Museo archeologico Paolo Vagliasindi, dove è possibile ammirare una ricca collezione di reperti che raccontano la storia antica della valle dell’Alcantara e dei primi insediamenti greci.
4. La via degli Archi
Per gli amanti della fotografia, questo è l’angolo più suggestivo. La via degli Archi è caratterizzata da una serie di archi in pietra che collegano i palazzi, creando giochi di luce e ombre perfetti per uno scatto memorabile.

Natura ed escursioni: la porta dell’Etna nord
Randazzo è il punto di partenza privilegiato per esplorare il versante nord dell’Etna, quello più “verde” e selvaggio.
- Trekking sull’Etna: da qui partono numerose escursioni verso i crateri sommitali o verso la grotta del Gelo, il ghiacciaio più meridionale d’Europa.
- Gole dell’Alcantara: a breve distanza si trova questo canyon naturale formato dal raffreddamento della lava a contatto con l’acqua gelida del fiume.
- La Circumetnea: per un’esperienza “slow”, puoi arrivare a Randazzo a bordo della storica littorina della ferrovia Circumetnea, che compie il periplo del vulcano attraversando paesaggi lunari e vigneti.
Enogastronomia: la capitale del vino dell’Etna
Non si può parlare di Randazzo senza menzionare il vino. Il territorio circostante è il cuore pulsante della produzione dell’Etna DOC. I terreni vulcanici, ricchi di minerali, donano ai vini rossi (Nerello Mascalese) e bianchi (Carricante) una complessità e una longevità straordinarie.
Ti consigliamo di prenotare una degustazione in una delle tante cantine storiche che punteggiano la strada del vino. Oltre al calice, non dimenticare di assaggiare i prodotti locali, come i funghi porcini dei Nebrodi e, vista la vicinanza con Bronte, i dolci al pistacchio.
Quando andare ed eventi tradizionali
Randazzo è visitabile tutto l’anno, ma ci sono momenti particolari che rendono la visita ancora più speciale:
- La Vara (15 agosto): la festa dell’Assunta è l’evento più importante. Un enorme carro allegorico alto quasi 20 metri, trainato a mano dai fedeli e su cui trovano posto figuranti viventi (bambini che rappresentano angeli e santi), attraversa le vie della città. È uno spettacolo di fede e folklore emozionante.
- Primavera e autunno: sono le stagioni ideali per chi vuole unire la visita culturale al trekking, godendo di temperature miti e dei colori spettacolari della natura.
Come arrivare
Randazzo è facilmente raggiungibile in auto da Catania (circa 1 ora tramite la SS120 o l’autostrada A18 uscita Fiumefreddo) e da Messina. Per chi preferisce i mezzi pubblici, la già citata ferrovia Circumetnea offre un collegamento diretto e panoramico dalla stazione di Catania Borgo.
Visitare Randazzo significa scoprire una Sicilia diversa, lontana dal caos delle grandi città costiere, dove la potenza del vulcano ha plasmato non solo il paesaggio, ma anche l’anima di chi vi abita.
A Randazzo, inoltre, una delle curiosità più affascinanti del territorio e dell’intera Sicilia è la Grotta del Gelo, un luogo unico che racchiude quello che viene considerato il ghiacciaio perenne più a sud d’Europa.

Ecco i dettagli su questa meraviglia naturale:
Che cos’è la Grotta del Gelo?
Tecnicamente è un tunnel di scorrimento lavico, ovvero una galleria formata dal passaggio della lava durante un’eruzione. Nello specifico, si è creata durante la lunghissima eruzione iniziata nel 1614 e durata ben dieci anni.
La sua particolarità è climatica: grazie alla sua conformazione, all’altitudine (siamo a circa 2030 metri sul livello del mare) e alle correnti d’aria, la neve che vi penetra durante l’inverno non riesce a sciogliersi completamente durante l’estate. Nel corso dei secoli, questo accumulo si è trasformato in strati di ghiaccio fossile perenne.
Dove si trova esattamente?
La grotta ricade nel territorio del comune di Randazzo, sul versante nord dell’Etna, nella zona conosciuta come “Sciara del Follone”. È un’area selvaggia e lunare, dominata dalle colate laviche antiche e recenti (come quella spaventosa del 1981 che sfiorò proprio la grotta).
Perché è così speciale?
Entrare nella Grotta del Gelo è un’esperienza surreale: fuori puoi trovare il sole cocente della Sicilia estiva, mentre all’interno la temperatura resta costantemente sotto lo zero.
- Il paesaggio interno: il pavimento è una lastra di ghiaccio scivolosa e dal soffitto pendono spesso stalattiti di ghiaccio traslucido che sembrano cristalli.
- La storia: anticamente i pastori locali usavano questa grotta come riserva d’acqua per le greggi (da qui il nome antico “Grotta del Ghiaccio”). Si dice anche che la neve pressata venisse prelevata per produrre le granite e i sorbetti per i nobili della costa.
È possibile visitarla?
Sì, ma con molta attenzione. Non è una passeggiata turistica semplice.
- Difficoltà: l’escursione è classificata come “difficile” o per escursionisti esperti. Richiede un trekking lungo (spesso oltre 5-6 ore tra andata e ritorno) con un dislivello importante.
- Attrezzatura: per entrare nella grotta sono indispensabili caschetto, torcia e ramponi, perché il ghiaccio è vivo e scivoloso.
- Guida: è fortemente sconsigliato andarci da soli se non si conosce perfettamente la montagna. Le guide vulcanologiche organizzano spesso escursioni mirate partendo da Piano Provenzana o dalla zona dei rifugi di Randazzo.
Se ti appassiona l’idea di vedere ghiaccio eterno dentro un vulcano attivo, è sicuramente una delle avventure più belle che tu possa fare partendo da Randazzo.
