Alla cortese attenzione di
Google LLC
Google AdSense – Team Valutazione Contenuti

Oggetto: Lettera aperta su “contenuti scarsi” e invisibilità editoriale

Gentili responsabili di Google e Google AdSense,

scrivo questa lettera non come tecnico SEO, non come marketer digitale, ma come autore, fotografo e creatore di contenuti originali, con anni di esperienza editoriale alle spalle.

Ho realizzato questo blog personale che porta il mio nome e cognome, nel quale racconto i miei viaggi, la mia passione per la fotografia e la mia terra: la Sicilia.
Non un sito costruito per manipolare l’algoritmo, ma uno spazio autentico, fatto di esperienze reali, testi originali e fotografie scattate personalmente.

Dopo pochi mesi di attività il blog contava oltre 200 articoli, tutti scritti con cura, accompagnati da immagini originali e ben descritte. Ho richiesto l’accesso alla monetizzazione tramite Google AdSense.

La risposta è stata lapidaria:
“Richiesta non approvata: contenuti scarsi.”

Ho continuato a lavorare.
Oggi il blog conta circa 400 articoli, organizzati, collegati tra loro da link interni, ottimizzati SEO, migliorati nella struttura e nella fruibilità. Ho ripresentato la richiesta.

La risposta è stata identica.
Ancora: “contenuti scarsi.”

Nessuna spiegazione.
Nessun riferimento concreto.
Nessun esempio.
Nessuna possibilità di comprendere cosa, per Google, sia davvero “scarso” o al contario “interessante”.

Il paradosso è evidente.

In passato gestivo un portale turistico dedicato alla Sicilia, “abcsicilia.com”, con migliaia di visualizzazioni giornaliere, regolarmente approvato e monetizzato da Google per anni.
Gli articoli erano in gran parte gli stessi che oggi vivono sul nuovo blog, arricchiti da una veste grafica migliore e da nuovi contenuti personali.

Ho chiuso volontariamente quel portale, rimuovendolo dalla ricerca Google, per trasformarlo in un progetto editoriale più umano, identificabile, trasparente: un blog firmato, non anonimo.

Eppure oggi, quegli stessi contenuti, per Google, non sono più degni.

A rendere il quadro ancora più sconcertante è l’indicizzazione:
su altri motori di ricerca come Bing e Yahoo risultano centinaia di pagine indicizzate, mentre su Google il mio sito appare frammentato, quasi invisibile.
Persino cercando il mio nome e cognome, che coincidono con il nome del blog, il sito non compare nemmeno nelle prime tredici pagine di risultati.

Al suo posto emergono contenuti generici, siti sovraccarichi di pubblicità, testi ripetitivi, spesso senz’anima e senza valore informativo reale, ma soprattutto siti che nulla hanno a che fare minimamente con il contenuto da me richiesto nella ricerca.

La domanda allora è inevitabile:

com’è possibile che Google parli di “contenuti scarsi” mentre permette a una quantità enorme di contenuti mediocri, clonati o puramente commerciali di dominare i risultati di ricerca?

L’impressione, forte e amara, è che l’algoritmo abbia smesso di riconoscere:

  • l’esperienza reale
  • l’identità editoriale
  • la voce personale
  • la qualità narrativa

per privilegiare modelli standardizzati, ripetibili, conformi ma vuoti.

Questa lettera non nasce solo da una delusione personale, ma da una preoccupazione più ampia:
“se Google non è più in grado di distinguere tra valore autentico e rumore digitale, allora il web rischia di perdere la sua funzione più importante”.

Non chiedo favoritismi.
Chiedo trasparenza, criteri chiari e rispetto per chi crea contenuti veri.

Perché? Perché quando un algoritmo decide chi può esistere online senza spiegare il perché, il problema non è del creatore. Il problema è del sistema.

Con rispetto, ma con profondo disappunto.

Giuseppe Cianci
autore, fotografo e blogger

info@giuseppecianci.com

Di Giuseppe Cianci

Ciao, sono Giuseppe Cianci, fotografo, scrittore e… webmaster, sono nato nel 1958 ad Avola. Da sempre amo esplorare e raccontare il mondo che mi circonda...