Origine cognome CianciOrigine cognome Cianci

Ho fatto una ricerca approfondita sulle origini, l’etimologia e la diffusione del cognome Cianci. È un cognome affascinante perché porta con sé diverse storie e possibilità, oscillando tra origini letterarie (cavalleresche) e radici popolari.

Il nome che porto

Se la vita è, come ho scritto l’altra volta, quel viaggio unico tra l’inizio e la fine, c’è qualcosa che ci viene assegnato proprio in quell’istante iniziale che non ricordiamo. Un’etichetta, un marchio di fabbrica, un’eredità immediata: il nostro cognome.

Mi sono preso del tempo per indagare sulle origini del mio cognome, Cianci. Volevo capire da dove arrivassero le persone che, generazione dopo generazione, mi hanno passato il testimone fino a oggi. Ho scoperto che dietro queste sei lettere si nascondono ipotesi affascinanti, che spaziano dalla letteratura cavalleresca alla vita di piazza.

Da dove arriva “Cianci”?

La ricerca etimologica è sempre un campo pieno di “forse”, ma le teorie principali su Cianci sono davvero interessanti.

La pista più suggestiva è quella che lega il mio cognome a un nome importante della letteratura: Lancillotto. Sembra incredibile, ma gli esperti di onomastica suggeriscono che Cianci (e la sua variante al singolare, Ciancio) possa derivare da una forma aferetica – cioè un accorciamento popolare – del nome Lancillotto (Lanci-otto -> Lancio -> Ciancio). Se così fosse, ci sarebbe un pizzico di anima cavalleresca nel mio DNA onomastico.

Un’altra ipotesi, forse più concreta, lo lega a ipocoristici (vezzeggiativi) di nomi come Giovanni (attraverso Gianni -> Cianni -> Cianci) o Luciano.

C’è poi una terza via, quella più “parlata”. La radice potrebbe collegarsi al termine ciancia, che anticamente indicava la chiacchiera, lo scherzo, o l’atto di parlare molto. Magari un mio lontano antenato era noto per essere un gran oratore, o forse un simpatico chiacchierone di paese. Mi piace pensare che ci sia anche questo aspetto comunicativo nelle mie radici. Io, per la verità, amo parlare poco ma in compenso ho sempre scritto molto, e continuo ancora a farlo.

Una mappa del sud

Se guardiamo la geografia, il cognome Cianci ha un cuore che batte forte nel Sud Italia.

È un cognome che profuma di ulivi e di mare. I ceppi principali si trovano storicamente in Puglia (specialmente nel foggiano e nel barese), ma è molto diffuso anche in Abruzzo, Campania e Sicilia.

Nel corso dei secoli, diverse famiglie Cianci si sono distinte. Ho letto di tracce nobiliari, come i Cianci di San Severo o famiglie che hanno avuto possedimenti e titoli in Calabria e Campania. Sapere che c’è una storia così antica e radicata nel nostro territorio mi fa sentire parte di qualcosa di più grande, come se fossi l’ultima foglia di un albero che ha visto secoli di sole e tempeste.

Il mio capitolo

Leggere queste informazioni mi ha fatto riflettere. Sapere che il mio cognome potrebbe derivare da un cavaliere o da un uomo che amava “cianciare” è divertente, ma alla fine torniamo sempre al punto di partenza.

Il cognome è l’eredità che ricevo, è la tela grezza che mi è stata fornita alla nascita. Ma il dipinto, quello che quel nome significa oggi, dipende solo da me. I miei antenati hanno scritto la loro storia sotto il nome Cianci, ora tocca a me dare a questo cognome il mio significato, con le mie azioni e la mia vita.

È bello sapere da dove veniamo, ma è ancora più bello decidere dove stiamo andando.

Un leone tra le stelle

La mia ricerca non si è fermata all’etimologia. Volevo vedere se esistesse un simbolo, un’immagine che i Cianci del passato usavano per rappresentarsi nel mondo. E l’ho trovata.

Esiste uno stemma storico, legato al ramo nobiliare dei Cianci di Sanseverino (Napoli), che è un vero e proprio manifesto di intenzioni. Non so se scorra sangue nobile nelle mie vene, ma mi piace pensare che scorra almeno lo “spirito” di quel blasone.

Stemma araldico famiglia Cianci. Uno stemma araldico antico su scudo sfondo azzurro. Al centro un leone dorato in piedi sopra una montagna verde a tre picchi. Una striscia diagonale dorata attraversa il leone. In alto nel cielo azzurro ci sono tre stelle argentate luminose.
Stemma araldico famiglia Cianci

Lo stemma è descritto così: uno sfondo azzurro su cui troneggia un leone d’oro. Il leone non è sospeso nel vuoto, ma poggia solido su un monte a tre cime verdi. Il tutto è attraversato da una fascia d’oro e, in alto, quasi a guidare il cammino, ci sono tre stelle d’argento.

Cosa significano questi simboli per me?

L’araldica è un linguaggio antico, ma se provo a tradurlo nella mia vita di oggi, il messaggio è potente:

  • Il Leone d’oro: rappresenta la forza, il coraggio, ma anche la nobiltà d’animo. È la parte di noi che non si arrende, che affronta le difficoltà a testa alta.
  • Il Monte a tre cime: simboleggia la stabilità, il legame con la terra, ma anche l’aspirazione a salire, a elevarsi. È il percorso in salita che tutti dobbiamo fare.
  • Le Stelle d’argento: sono la guida. Rappresentano le aspirazioni alte, i sogni, quella luce che seguiamo quando tutto intorno è buio (lo sfondo azzurro).

Forse i miei antenati volevano dirci proprio questo: sii forte come un leone, resta coi piedi ben piantati a terra, ma non dimenticare mai di guardare le stelle.

Che sia eredità genetica o solo una bella suggestione, faccio mio questo augurio. In fondo, dipingere la propria vita significa anche scegliere sotto quali stelle camminare, ed io di stelle argentate ne ho portate due, sui colletti della divisa, per venticinque anni. Certo erano due non tre, ma tre erano i binari del grado che portavo sulle spalline.

Di Giuseppe Cianci

Ciao, sono Giuseppe Cianci, fotografo, scrittore e… webmaster, sono nato nel 1958 ad Avola. Da sempre amo esplorare e raccontare il mondo che mi circonda...