Sovraindebitamento cosa fareSovraindebitamento cosa fare

Le statistiche parlano chiaro: le famiglie italiane in difficoltà con i debiti sono in aumento. I report degli Organismi di composizione della crisi (Occ) relativi al 2024 segnalano una crescita delle domande di aiuto rispetto all’anno precedente, con un incremento marcato proprio tra i privati consumatori. Non si tratta più di casi isolati legati a fallimenti aziendali, ma di una “palude” silenziosa che coinvolge dipendenti, pensionati e nuclei familiari apparentemente normali.

Una tempesta perfetta sui bilanci familiari

L’aumento del sovraindebitamento non è accidentale. Negli ultimi due anni, le famiglie italiane hanno subito l’effetto combinato dell’inflazione (che ha eroso il potere d’acquisto) e dell’aumento dei tassi di interesse deciso dalla Bce per contrastarla. Chi aveva un mutuo a tasso variabile si è visto raddoppiare la rata, mentre le bollette e il carrello della spesa salivano.

Secondo i dati Eurispes, oltre la metà degli italiani fatica ad arrivare a fine mese. Questo crea un terreno fertile per il debito “cattivo”: non quello fatto per investire (come comprare casa), ma quello contratto per sopravvivere o per mantenere uno standard di vita non più sostenibile.

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Il ruolo del consumismo e del “tutto e subito”

In questo scenario, la società dei consumi gioca un ruolo psicologico determinante. Viviamo in un contesto che spinge costantemente all’acquisto come forma di gratificazione o di status sociale. Il marketing moderno fa leva sulla necessità di “apparire” e di possedere l’ultimo modello di smartphone o l’auto nuova, anche quando le finanze non lo permetterebbero.

A peggiorare la situazione ci sono i nuovi strumenti di credito facile, come il “Buy now, pay later” (compra ora, paga dopo) come PayPal, scalapay ecc.. Queste opzioni, spesso presenti sugli e-commerce, frammentano la percezione della spesa: pagare 30 euro al mese sembra innocuo, ma se si sommano dieci diverse micro-rate, il bilancio mensile salta. Il consumismo, quindi, non è solo la causa del desiderio di spesa, ma fornisce anche l’illusione ottica che tutto sia accessibile, nascondendo il reale peso del debito finché non è troppo tardi.

Cosa si può fare: gli strumenti legali

Fortunatamente, l’ordinamento italiano ha fatto passi da gigante. La vecchia “Legge salvasuicidi” (Legge 3/2012) è stata assorbita e potenziata dal nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Oggi il debitore onesto ha a disposizione strumenti concreti per uscire dal tunnel:

  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore: permette di proporre un piano di rientro sostenibile, tagliando la parte di debito che non si riesce a pagare, se il giudice lo approva.
  • Liquidazione controllata: il debitore mette a disposizione tutto il suo patrimonio (escluso il necessario per vivere) per chiudere ogni pendenza.
  • Esdebitazione dell’incapiente: una misura fondamentale per chi non possiede nulla e non può offrire nulla ai creditori, che permette di cancellare i debiti una sola volta nella vita per ripartire da zero.

La necessità di un’educazione finanziaria

Se la legge cura il sintomo, l’educazione deve prevenire la malattia. Combattere il sovraindebitamento significa promuovere una maggiore alfabetizzazione finanziaria fin dalle scuole. Imparare a distinguere tra debito buono e debito cattivo, capire i tassi di interesse reali (Taeg) e saper tenere un budget familiare sono le uniche vere armi contro la pressione del consumismo sfrenato.

Di Giuseppe Cianci

Ciao, sono Giuseppe Cianci, fotografo, scrittore e… webmaster, sono nato nel 1958 ad Avola. Da sempre amo esplorare e raccontare il mondo che mi circonda...