Una giornata di alta tensione quella vissuta oggi alla Camera dei deputati, dove lo scontro politico ha travalicato il confine del dibattito per sfociare in quella che l’eurodeputato Roberto Vannacci definisce una vera e propria “tirannia”. Al centro della polemica, l’annullamento di una conferenza stampa regolarmente autorizzata sul tema della “remigrazione”, a seguito dell’occupazione dell’aula da parte di alcuni parlamentari di Alleanza verdi e sinistra, guidati da Angelo Bonelli.
La dura denuncia di Vannacci: “La democrazia è morta”
Il generale Vannacci non ha usato mezzi termini per descrivere l’accaduto, parlando di un atto di prevaricazione che mina le basi stesse delle istituzioni repubblicane. Secondo la ricostruzione dell’eurodeputato, a un parlamentare della Repubblica è stato impedito “con la forza” di esprimere le proprie opinioni in uno spazio istituzionale, nonostante l’evento fosse pianificato secondo le regole.
“Una formazione chiassosa di parlamentari di sinistra ha occupato l’aula causando problemi di sicurezza e facendo annullare non solo quella ma tutte le conferenze stampa organizzate nella giornata di oggi”, ha dichiarato Vannacci. L’accusa è gravissima: “Quando si lascia decidere a una sola fazione del parlamento chi può parlare e chi no, la democrazia è morta e la tirannia impera”.
Il tema della remigrazione e l’articolo 21
Il nodo del contendere è il tema della remigrazione, argomento che la sinistra ha ritenuto inaccettabile, ma che Vannacci rivendica come “tema di discussione, problema di attualità e necessità di sopravvivenza”. Parlarne, sottolinea il generale, non viola alcuna legge.
Al contrario, la violazione di legge viene imputata proprio a chi ha impedito l’evento. Viene citato l’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione, che secondo Vannacci viene applicato dalla sinistra “a uso e consumo” personale: “Puoi parlare solo se la pensi come me”. Una “rodata consuetudine” che evidenzia una doppia morale nella gestione del dissenso politico.
L’appello al Capo dello Stato e la solidarietà a Furgiuele
Di fronte a quanto accaduto, l’eurodeputato ha invocato un intervento diretto del Quirinale: “Mi auguro un deciso intervento del Capo dello Stato che è garante e custode della nostra Costituzione”. L’obiettivo è riprogrammare l’incontro per dare un segnale forte contro “violenza, prevaricazione e intolleranza”.
La denuncia di Vannacci si conclude con la piena solidarietà all’onorevole Domenico Furgiuele, promotore dell’iniziativa, lodato per il coraggio di voler rappresentare istanze legittime dei cittadini in un clima sempre più ostile.
L’analisi: il confine democratico superato
Quanto avvenuto oggi pone un interrogativo inquietante sullo stato di salute della democrazia parlamentare. L’episodio suggerisce che una parte politica abbia ormai superato il confine del confronto democratico. Accusare costantemente gli avversari di autoritarismo, per poi mettere in atto azioni che calpestano il diritto costituzionale di parola altrui, appare come un paradosso inaccettabile.
L’attesa ora è tutta per una presa di posizione netta da parte delle più alte cariche dello Stato, affinché venga ristabilito il principio che nelle aule parlamentari vince il confronto delle idee, non il boicottaggio fisico.
