Immerso nel cuore della Valle del fiume Platani, nell’entroterra di Agrigento, sorge San Biagio Platani. Questo piccolo comune di circa 3.500 abitanti, situato a 416 metri sul livello del mare, potrebbe sembrare a prima vista uno dei tanti tranquilli borghi siciliani. Tuttavia, questo paese custodisce un segreto che, una volta l’anno, lo trasforma in una cattedrale a cielo aperto famosa in tutto il mondo.
Sebbene l’economia locale sia solidamente radicata nell’agricoltura – con eccellenti produzioni di mandorle, olive, uva e una rinomata varietà di pistacchio – è la creatività dei suoi abitanti a rendere questa località una meta imperdibile.
Gli archi di Pasqua: una tradizione unica al mondo
La vera anima di San Biagio Platani si rivela durante la Settimana Santa. Non si tratta di una semplice festa religiosa, ma di una competizione artistica e architettonica che affonda le sue radici nel diciassettesimo secolo.

La manifestazione degli “Archi di Pasqua” trasforma il corso principale del paese (Corso Umberto I) in un salotto maestoso. Vengono erette strutture colossali, composte da archi, cupole e campanili, realizzate interamente con materiali naturali. Canne, salice, alloro, rosmarino, arance, datteri e, soprattutto, il pane, vengono intrecciati per creare opere di ingegneria effimera che lasciano i visitatori a bocca aperta.
La sfida tra Madunnara e Signurara
Ciò che rende questa tradizione vibrante è l’antica rivalità tra le due confraternite del paese: i “Madunnara“, devoti alla Madonna, e i “Signurara“, devoti al Cristo Risorto.

Per mesi, le due fazioni lavorano in gran segreto nei magazzini, sfidandosi a colpi di creatività. L’obiettivo è preparare l’accoglienza più sfarzosa per l’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna, che avviene proprio la domenica di Pasqua sotto gli archi centrali.
- I Madunnara curano l’allestimento della parte del corso da cui proviene la statua della Madonna.
- I Signurara si occupano del lato opposto, da cui giunge il Cristo.
Il risultato è una galleria d’arte lunga centinaia di metri dove ogni dettaglio, dai lampadari realizzati con la pasta ai mosaici di legumi, racconta la passione di una comunità intera.

Cosa vedere oltre la Pasqua
Sebbene il momento clou sia la primavera, San Biagio Platani offre spunti interessanti tutto l’anno per chi ama il turismo lento e culturale:
- Il museo degli archi: se non riuscite a visitare il paese durante la Pasqua, potete ammirare i pezzi più belli delle edizioni passate in questo museo dedicato, che preserva la memoria storica di questa arte effimera.
- Sculture di pane: l’artigianato locale produce veri capolavori commestibili. I souvenir di pane non sono semplici alimenti, ma sculture verniciate e durevoli che raffigurano elementi religiosi o naturali.
- La natura e i sapori: la posizione collinare offre panorami rilassanti sulla vallata. È il luogo ideale per fermarsi a degustare i prodotti tipici derivati dal pistacchio e dalla mandorla locale, magari accompagnati dall’ottimo olio d’oliva prodotto nelle campagne circostanti.

Visitare San Biagio Platani significa immergersi in una Sicilia autentica, dove la devozione si mescola alla competizione e dove semplici canne e farina vengono elevate al rango di opere d’arte.
