Quello che doveva essere un picco stagionale si sta trasformando in un assedio prolungato alle strutture sanitarie dell’isola. La variante K dell’influenza non allenta la presa e sta spingendo il sistema sanitario regionale verso un punto di rottura drammatico.
Non c’è spazio per l’ottimismo guardando i dati degli ultimi giorni: la pressione sui pronto soccorso della Sicilia è ormai insostenibile.
Un sistema sanitario sotto assedio
La speranza di vedere una flessione nella curva dei contagi è stata spazzata via da un nuovo, violento incremento degli accessi nelle aree di emergenza. Non si tratta più solo di Palermo, epicentro iniziale della crisi. L’onda d’urto si è estesa a macchia d’olio, paralizzando l’operatività ospedaliera in tutta la regione.
Le aree di emergenza di Catania, Messina, Ragusa, Siracusa, Trapani e Agrigento registrano numeri da “codice nero”. Le sale d’attesa sono sature, le barelle scarseggiano e il personale sanitario è costretto a turni massacranti per fronteggiare un flusso continuo di pazienti che non accenna a diminuire.
La gravità del quadro clinico
A preoccupare i medici non è solo il numero degli accessi, ma la complessità dei casi. L’influenza K si sta manifestando con una virulenza inattesa, colpendo duramente le vie aeree inferiori.
I pazienti che affollano i triage non presentano semplici sindromi influenzali gestibili a domicilio. Si presentano con gravi crisi respiratorie, polmoniti interstiziali e insufficienze che richiedono ossigenoterapia immediata e, nei casi più critici, il ricovero in terapia sub-intensiva. Questo sta creando un “imbuto” drammatico: i reparti di medicina e pneumologia sono pieni, e i pazienti rimangono “parcheggiati” nei pronto soccorso per giorni, bloccando di fatto la gestione delle altre emergenze.
Allarme rosso per la tenuta degli ospedali
La situazione è critica e il tempo stringe. Se il trend non subirà un’inversione immediata, il rischio è quello di un blocco totale delle attività ordinarie per dirottare ogni risorsa disponibile sul fronte dell’emergenza urgenza.
La “variante K” non è una semplice influenza: è un test di resistenza che la sanità siciliana rischia di non superare. La popolazione è invitata alla massima allerta: recarsi in ospedale è necessario per le emergenze reali, ma il sistema non è più in grado di assorbire accessi impropri. Siamo oltre il livello di guardia; siamo in piena emergenza sanitaria.
