La ricetta delle panelle palermitaneLa ricetta delle panelle palermitane

Le panelle siciliane sono, insieme ai cazzilli, i protagonisti indiscussi dello street food di Palermo. Si tratta di sottili frittelle realizzate con farina di ceci e acqua, cotte prima in pentola come una polenta e poi fritte.

Prepararle in casa è semplice, ma richiede attenzione nel mescolare il composto per evitare grumi. Ecco come fare le panelle croccanti e dorate, pronte per essere gustate nel classico panino con sesamo e una spruzzata di limone.

Ingredienti

  • 500 g di farina di ceci
  • 1,5 litri di acqua fredda
  • 10 g di sale
  • Pepe nero macinato
  • Prezzemolo fresco tritato
  • Olio di semi per friggere (arachidi o girasole)

Procedimento passo dopo passo

1. Preparazione della pastella

In una pentola capiente, versate l’acqua fredda e setacciatevi dentro la farina di ceci, poco alla volta. Mescolate energicamente con una frusta a mano per evitare la formazione di grumi. È fondamentale che la farina si sciolga completamente prima di accendere il fuoco.

2. Cottura del composto

Accendete il fornello a fiamma media e continuate a mescolare senza sosta. Aggiungete il sale e il pepe. Quando il composto inizierà a bollire, abbassate la fiamma e cuocete per circa 30-40 minuti, mescolando sempre per non farlo attaccare sul fondo. L’impasto sarà pronto quando diventerà denso e compatto, staccandosi dalle pareti della pentola (simile alla consistenza della polenta). A fine cottura, unite il prezzemolo tritato.

3. Stesura e raffreddamento

Per la formatura esistono due metodi. Il metodo tradizionale prevede di spalmare rapidamente una piccola quantità di impasto ancora caldo su piattini o formelle di legno. Il metodo casalingo più pratico consiste nel versare l’impasto su una spianatoia di marmo o una teglia foderata di carta forno, livellandolo allo spessore di circa 3-4 mm. Lasciate raffreddare e asciugare completamente (almeno 30 minuti).

4. Taglio e frittura

Una volta freddo e solido, tagliate l’impasto in rettangoli o quadrati. Scaldate abbondante olio in una padella profonda portandolo a $170^\circ\text{C}$. Immergete le panelle poche alla volta e friggetele finché non saranno dorate da entrambi i lati.

5. Servizio

Scolate le panelle su carta assorbente. Servitele caldissime, possibilmente all’interno di un panino (“pane e panelle”) insieme ai cazzilli, condite con sale e qualche goccia di limone.

Consigli per la conservazione

L’impasto cotto delle panelle, prima di essere fritto, può essere conservato in frigorifero per un paio di giorni coperto da pellicola. Una volta fritte, invece, vanno consumate subito per mantenere la croccantezza.

Cosa bere con panelle e cazzilli: gli abbinamenti ideali

Il segreto per accompagnare un fritto misto siciliano è scegliere una bevanda che pulisca la bocca dall’untuosità residua, preparandola al boccone successivo. Ecco i consigli per esaltare al meglio questo street food senza appesantire il pasto.

Vini bianchi e bollicine locali

La scelta più tradizionale ricade sui vini bianchi del territorio. Un grillo o un catarratto, serviti freddi, offrono quella sapidità e quella nota agrumata che richiamano il limone spesso spremuto sulle panelle.

  • Vini fermi: scegliete bianchi giovani e freschi, con una buona acidità. Anche l’inzolia è un’ottima opzione per bilanciare la dolcezza delle patate.
  • Bollicine: se volete osare, uno spumante brut siciliano è perfetto. L’anidride carbonica e l’effervescenza aiutano meccanicamente a “sgrassare” il palato dall’olio della frittura, rendendo ogni boccone leggero.

Birre: lager e artigianali

Per chi preferisce il luppolo, la regola è cercare freschezza e una gradazione alcolica non eccessiva per non coprire il sapore delicato dei ceci.

  • Lager e pils: la classica “birra ghiacciata” è l’abbinamento da strada per eccellenza a Palermo. La secchezza e l’amaro del luppolo bilanciano perfettamente il fritto.
  • Birre artigianali siciliane: per un tocco gourmet, provate una blanche o una saison prodotta in Sicilia, magari aromatizzata con scorze di agrumi o spezie locali. Queste note fresche si sposano divinamente con il prezzemolo e il limone del piatto.

Di Giuseppe Cianci

Ciao, sono Giuseppe Cianci, fotografo, scrittore e… webmaster, sono nato nel 1958 ad Avola. Da sempre amo esplorare e raccontare il mondo che mi circonda...