Santa Francesca CabriniSanta Francesca Cabrini

Stasera, facendo zapping tra i canali e scorrendo la guida TV, mi sono imbattuto nel titolo di un film dedicato a Francesca Cabrini. Non sapevo chi fosse e, probabilmente, come sarà successo a tantissimi di voi, mi sono chiesto: “Ma chi era costei?”.

È paradossale pensare che una donna capace di fondare scuole, orfanotrofi e ospedali in due continenti sia ancora poco conosciuta da molti italiani, specialmente dai più giovani, ma non solo, visto che tanto giovane io non sono più. Ad ogni modo, mi sono documentato su internet, ed ho scoperto che la storia di Francesca Cabrini non è solo una storia religiosa: è un racconto potentissimo di emancipazione femminile, tenacia e visione imprenditoriale in un’epoca in cui alle donne, e specialmente alle suore, era chiesto solo di pregare e obbedire.

Ecco perché vale la pena conoscere la sua vita, quindi voglio raccontarvela.

Da Sant’Angelo Lodigiano al sogno della Cina

Maria Francesca Cabrini nasce nel 1850 a Sant’Angelo Lodigiano, in Lombardia. È la penultima di tredici figli, una ragazza dalla salute fragile ma con una volontà di ferro. Fin da piccola ha un sogno preciso: diventare missionaria in Cina. Vuole viaggiare, scoprire il mondo e portare aiuto lontano da casa.

Diventa suora e fonda il suo ordine, le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Ma quando chiede al Papa di allora, Leone XIII, il permesso di partire per l’Oriente, riceve una risposta che cambierà per sempre il suo destino e quello di milioni di persone.

“Non a est, ma all’ovest”

Il Papa le dice: «Non a est, ma all’ovest». In quegli anni, fine Ottocento, c’era un’altra emergenza drammatica: l’emigrazione italiana verso gli Stati Uniti.

Migliaia di italiani partivano con le valigie di cartone verso l’America in cerca di fortuna, ma trovavano spesso miseria, discriminazione e isolamento. Erano trattati come cittadini di serie B, sfruttati e senza assistenza. Francesca accetta la sfida: nel 1889 si imbarca per New York.

L’imprenditrice di Dio che conquistò l’America

Arrivata a New York, Francesca si scontra con una realtà durissima. Non ha fondi, non ha appoggi politici e persino l’arcivescovo locale le consiglia di tornarsene in Italia. Lei rifiuta. Con una capacità organizzativa che farebbe invidia ai moderni CEO, inizia a costruire.

Non si ferma davanti a nulla. Se servono soldi, li trova. Se servono permessi, li ottiene. Francesca Cabrini non si limitò a pregare:

  • Fondò scuole per dare un’istruzione ai figli degli immigrati, permettendo loro di integrarsi senza perdere le radici.
  • Aprì orfani per accogliere i bambini rimasti soli.
  • Costruì ospedali d’eccellenza (come il Columbus Hospital) dove i poveri potevano essere curati con dignità.

Ma non si è occupata solo degli immigrati italiani. Ha viaggiato instancabilmente tra New York, Chicago, Denver, Seattle, spingendosi fino ai luoghi più impervi del Sudamerica dove ha evangelizzato tribù che non erano mai entrate in contatto con i bianchi. Ha anche attraversato l’oceano decine di volte, nonostante la sua paura dell’acqua.

Perché è un esempio per i giovani d’oggi

Francesca Cabrini è morta a Chicago nel 1917 ed è stata la prima cittadina statunitense a essere proclamata Santa (nel 1946). Ma perché la sua figura è così moderna?

  1. Resilienza: era una donna piccola e malata in un mondo dominato da uomini potenti. Non ha mai accettato un “non si può fare” come risposta.
  2. Integrazione: ha capito prima di tutti che l’odio nasce dall’ignoranza e dalla povertà. Ha combattuto il razzismo contro gli italiani con l’istruzione e la cura.
  3. Coraggio: ha lasciato la sua “comfort zone” per affrontare l’ignoto, dimostrando che i confini esistono solo se decidiamo di non attraversarli.

Se incrocerai il suo nome in futuro, dunque, ricordati che Francesca Cabrini non è solo una “Santina” da calendario. È stata una donna d’azione che ha speso ogni respiro per dare dignità agli ultimi. E’ una storia italiana di cui andare fieri.

Di Giuseppe Cianci

Ciao, sono Giuseppe Cianci, fotografo, scrittore e… webmaster, sono nato nel 1958 ad Avola. Da sempre amo esplorare e raccontare il mondo che mi circonda...