Tasse sulle PensioniBasta tasse sulle pensioni basse

In un contesto economico segnato dall’inflazione e dall’incertezza, il dibattito sulla riforma fiscale non può più ignorare una fascia fondamentale della popolazione italiana. Abbassare le tasse sulle pensioni, in particolare per gli assegni che non superano i 2000 euro mensili, non è più derubricabile a semplice promessa elettorale. È diventato un preciso obbligo civile e morale per chiunque abbia la responsabilità di guidare il Paese.

Non stiamo parlando di favorire classi agiate, ma di restituire dignità e potere d’acquisto a milioni di cittadini che, dopo una vita di lavoro, vedono il frutto dei loro sacrifici eroso da un prelievo fiscale spesso sproporzionato rispetto alla media europea.

Il recupero del potere d’acquisto

Il primo motivo per cui questo intervento è urgente riguarda la difesa del potere d’acquisto. Una pensione di 1500 o 2000 euro lordi, che anni fa garantiva una vita dignitosa, oggi rischia di non coprire nemmeno le spese essenziali a causa del caro vita.

Mentre i redditi da lavoro possono godere di rinnovi contrattuali e bonus una tantum, i pensionati hanno meno strumenti di difesa. L’indicizzazione all’inflazione, seppur presente, spesso interviene in ritardo e non copre interamente l’aumento reale dei costi, specialmente per beni alimentari ed energetici. Detassare questa fascia di reddito significherebbe immettere liquidità immediata nelle tasche di chi ne ha realmente bisogno per arrivare a fine mese.

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La pensione come salario differito

Esiste poi una questione di principio che tocca le corde della giustizia sociale. La pensione non è un regalo dello stato, ma salario differito. I pensionati hanno già versato tasse e contributi per decenni durante la loro vita lavorativa.

Sottoporre l’assegno previdenziale a una tassazione eccessiva viene percepito, giustamente, come una forma di ingiustizia. In molti paesi dell’Unione europea, il trattamento fiscale riservato ai pensionati è ben più favorevole rispetto a quello italiano. Allinearsi a questi standard, alleggerendo il carico Irpef per i redditi medio-bassi, è un passo necessario per armonizzare il nostro sistema con quello dei nostri partner comunitari.

Il ruolo sociale del pensionato in Italia

Non bisogna dimenticare il ruolo di ammortizzatore sociale che i pensionati svolgono in Italia. Molto spesso, con un assegno inferiore ai 2000 euro, un nonno o una nonna non sostiene solo se stesso, ma aiuta figli precari e nipoti.

Tassare pesantemente queste pensioni significa, di fatto, tassare il welfare familiare informale che tiene in piedi gran parte della nostra società. Lasciare più risorse in tasca ai pensionati vuol dire sostenere indirettamente anche le generazioni più giovani e le famiglie in difficoltà.

Un volano per l’economia reale

Infine, c’è una motivazione puramente macroeconomica. I pensionati con redditi fino a 2000 euro hanno una propensione al consumo molto alta. Ogni euro risparmiato dalle tasse non finirebbe in grandi investimenti finanziari o conti esteri, ma verrebbe speso immediatamente nell’economia reale: negozi di vicinato, servizi, alimentari e utenze.

Abbassare le tasse su questa fascia non è quindi un costo a fondo perduto per lo stato, ma un investimento che rientrerebbe sotto forma di consumi e gettito Iva, stimolando la domanda interna in un momento di stagnazione.

Conclusioni

Continuare a trattare le pensioni medio-basse come un bancomat per far quadrare i conti pubblici è una scelta miope. Chi ha lavorato una vita intera merita di godersi la terza età senza l’ansia di dover scegliere tra fare la spesa o pagare una bolletta. Intervenire ora è l’unico modo per dimostrare che lo Stato è al fianco dei cittadini, onorando quel patto sociale che è alla base della nostra democrazia.

Di Giuseppe Cianci

Ciao, sono Giuseppe Cianci, fotografo, scrittore e… webmaster, sono nato nel 1958 ad Avola. Da sempre amo esplorare e raccontare il mondo che mi circonda...